Obbligo vaccinale pediatrico e dati nascosti dallo Stato: la denuncia del Comitato di Scopo per la Tutela della Salute Pubblica (2CS).

Roma, 20 luglio 2026 – Il 19 luglio segna una data fondamentale per il nostro gruppo formato da oltre 100 associazioni/comitati di professionisti della salute, della legge, del farmaco. Il 19 luglio è l’anniversario di un anno di battaglia organizzata e unita contro le ingiustizie di un sistema che calpesta i diritti dei cittadini. Siamo partiti con il Comitato “NO agli emendamenti del RSI dell’OMS”, opponendoci a decisioni inique, pericolose e calate dall’alto, e oggi, evoluti nel Comitato di Scopo per la Tutela della Salute Pubblica (2CS), continuiamo a lavorare senza sosta per difendere la salute pubblica, la libertà di scelta e proteggere soprattutto la salute dei nostri bambini. Siamo tanti, motivati, determinati e competenti.

I bambini prima di tutto: Il Road Show contro la manipolazione delle istituzioni sanitarie.

Quest’anno abbiamo messo al centro la protezione dei più piccoli, creando il ‘Road Show dedicato alla salute dei bambini‘. Un tour nazionale che sta attraversando l’Italia: partito da Milano l’8 febbraio, ha fatto tappa a Siena l’8 aprile grazie al gruppo La Senesina e proseguirà con i grandi appuntamenti di Roma (Ostia) il 10 ottobre, ospitato dall’associazione Dolce stil Novo APS; Parma il 21 novembre, con il Sindacato d’azione come host principale; e Mantova il 27 gennaio 2027, presso l’associazione Mantova per l’Italia.

Questo evento-convegno, in cui sono presenti i massimi esperti del settore sanitario, scientifico e legale – tra cui la dott.ssa Laura Teodori, i pediatri dott. Eugenio Serravalle e dott. Luciano Proietti, la dott.ssa Maria Teresa Turrini, gli avvocati Tiziana Vigni e Gianfrancesco Vecchio e tanti altri – è dedicato soprattutto a un principio inviolabile: la libertà di cura e trattamento a valle di una corretta informazione sia dei dati scientifici che dei dati del mondo reale.

Noi crediamo e agiamo in nome di valori come la democrazia, la scienza e la libertà nel rispetto delle proprie convinzioni contro uno Stato impositivo, che nasconde o manipola la realtà dei fatti.

Ricordiamo a tutti una realtà innegabile: l’Italia è in netta minoranza in Europa. Nella stragrande maggioranza dei Paesi europei (17 più la Gran Bretagna) l’obbligo vaccinale non esiste (in altri, come ad esempio la Germania, hanno solo una vaccinazione obbligatoria); i governi di questi paesi hanno scelto la via della raccomandazione e della libertà di cura, mentre noi continuiamo a subire imposizioni estorte con un documento truffaldino, come il “consenso informato”, e con un’informazione manipolata e distorta.

Il muro di gomma delle Istituzioni: omissioni e risposte incoerenti.

Per capire su quali basi scientifiche ed epidemiologiche si fondi oggi il mantenimento dell’obbligo vaccinale (legato alle verifiche triennali imposte dall’art. 1-ter della Legge 119/2017), le associazioni e i comitati facenti capo al nostro Comitato di Scopo hanno inviato il mese di maggio precise Istanze di Accesso Civico all’AIFA e al Ministero della Salute.

a queste, figurano le nostre realtà territoriali e nazionali: l’associaizone Le Verità Nascoste (referente dott.ssa Laura Teodori), Il Gruppo La Senesina (referente dott.ssa Lorella Andreini), Sa Defenza (referente Valter Erriu), Assis (referente dr. Eugenio Serravalle), Arbitrium PSG (referente avv. Valeria Panetta), Atto Primo (referente avv. Tiziana Vigni), Le CarpiConsapevole (referente Francesca Tirelli), Albero della Vita (referenti dr. Paolo Fangucci e Norma Gaudio), Comitato Sanitario Arezzo (dott.ssa Maria Teresa Turrini), CNL Resistenza (dott.ssa Loretta. Cremasco), Trilly la gente come noi APS (dott.ssa Paola Persichetti) e molte altre.

I vari comitati territoriali hanno ricevuto una risposta che, dopo un attento esame da parte nostra, giudichiamo gravemente elusiva, omissiva e volta a liquidare il problema e a nascondere il vuoto documentale. I responsabili firmatari di queste risposte, ripetiamo, gravemente omissive ed elusive, sono due precisi funzionari dello Stato: la dirigente Carla Cantelmo per l’AIFA e il direttore dell’Ufficio 1 dott. Alfonso Ferraioli per il Ministero della Salute. Entrambi hanno opposto argomentazioni incoerenti pur di non mostrare i documenti richiesti.

Quello che abbiamo ottenuto in risposta è scandaloso e lo denunciamo pubblicamente. Le risposte delle istituzioni, che alleghiamo integralmente, sono gravemente omissive e incoerenti:

  • AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco): invece di fornirci i dati e i verbali delle verifiche obbligatorie del 2020 e del 2023 che abbiamo richiesto, l’Agenzia ci ha inviato documenti superati relativi al triennio 2017-2019, basati peraltro su un’altra previsione normativa (la relazione annuale alle Camere). Inoltre, sui dati della farmacovigilanza, ci hanno rimandato a generici link pubblici, rifiutandosi di esibire i dossier interni effettivamente valutati dalla Commissione LEA. Sulla verifica prevista per luglio 2026, si sono semplicemente dichiarati “incompetenti”, senza nemmeno inoltrare la richiesta all’amministrazione detentrice dei dati.
  • Ministero della Salute: La risposta del Ministero è altrettanto inaccettabile. Hanno tentato di respingere le istanze definendole “massive”, per poi fornirci documenti redatti dal NITAG, un organo consultivo che per legge non ha alcun potere di validare l’obbligo vaccinale al posto della Commissione LEA. Fornirci i documenti di un ente non competente è la prova evidente e l’ammissione implicita che i verbali legali per gli anni 2020 e 2023 non sono mai stati redatti e sono inesistenti. Infine, il Ministero ha dichiarato che la verifica del 2026 è stata “rinviata” tramite un’Intesa Stato-Regioni, una mossa illegittima poiché un atto amministrativo non può violare una scadenza perentoria fissata da una Legge dello Stato.

NOI NON CI FERMIAMO

La nostra strategia: la Seconda Istanza e l’obiettivo finale.

Davanti a questa elusione del diritto alla trasparenza, non siamo rimasti a guardare. Abbiamo immediatamente fatto scattare la nostra azione successiva depositando una Seconda Istanza (ISTANZA DI RIESAME) indirizzata direttamente ai Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) di AIFA e del Ministero.

TREVI, 11 aprile 2026 – Presentato ufficialmente dalla Prof.ssa Laura Teodori il progetto modulare “Anselmi 2.0”, il piano strategico del Comitato di Scopo (2CS) per la tutela della salute pubblica. L’evento ha richiamato una platea straordinaria di cittadini e alcuni rappresentanti politici, uniti dal desiderio di discutere una riforma radicale del sistema sanitario.

Oltre la medicina di massa: l’eredità del successo all’OMS

Il Comitato 2CS, che attrae oltre 88 associazioni tra medici, scienziati e legali, muove i primi passi da un risultato storico: l’opposizione agli emendamenti del Regolamento Sanitario Internazionale dell’OMS. Grazie a questa azione, l’Italia è stata l’unica nazione europea a difendere la propria sovranità sanitaria. “Partiamo da questa vittoria,” spiegano i referenti, “per costruire una sanità che garantisca libertà di cura e dignità della persona”, perchè ” la cura ha un cuore: la salute torna umana”.

Superare i protocolli: il cuore del progetto

Anselmi 2.0 nasce per contestare un modello medico ridotto a mera esecuzione di algoritmi e protocolli. L’esempio più evidente è l’attuale piano vaccinale pediatrico: un calendario universale che ignora la maturità immunologica, le allergie e il profilo anticorpale del singolo bambino. Un piano che rende dieci vaccini obbligatori e che intendiamo superare.

La scienza moderna — attraverso le scienze omiche (come ad esempio la genomica, l’epigenomica, la microbiomica, ecc.) e le nuove tecnologie (di imaging, ad esempio) che sempre di più vengono perfezionate — conferma che ogni individuo è unico e reagisce in modo unico. Il progetto propone quindi di passare dalla “medicina dell’algoritmo”, erede di un obsoleto concetto di medicina meccanicistica che riduce il corpo a sola materia, a una medicina di precisione dove i protocolli devono garantire l’efficienza organizzativa (tempi, risorse), ma non possono mai sostituire la personalizzazione della cura nel rapporto medico – paziente.

I tre pilastri di Anselmi 2.0

Ispirandosi a Tina Anselmi, madre del SSN, il piano si articola su obiettivi chiari:

Libertà di Cura e di Trattamento: restituire autonomia al medico, tutelato da un sistema che ne garantisca l’indipendenza scientifica, clinica e tutela la libertà diagnostica.

Sovranità Biologica e Diritto all’Oblio: il cittadino torna proprietario esclusivo dei propri dati sanitari, con il diritto alla loro “morte digitale” (distruzione certificata).

Salvataggio del SSN: contrastare l’emergenza che vede 4,5 milioni di italiani rinunciare alle cure a causa di liste d’attesa e carenze organiche (Fonte: Istat e Censis, 2024).

Il Medico al centro, non l’algoritmo

Il medico deve tornare al centro, non l’algoritmo e il protocollo che, essendo progettato dall’uomo e basandosi su Big Data immessi e validati da uomini, è soggetto ad errori.

“Non siamo codici in un database né destinatari di farmaci digitali standardizzati,” ha concluso la Prof.ssa Teodori. “Rivendichiamo una medicina umana, dove la tecnologia aiuti il medico senza mai sostituirne il discernimento. Il professionista deve tornare a essere il garante della salute individuale, operando secondo scienza, coscienza e competenza, fuori da ogni automatismo.

Roma, 20 luglio, 2026

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