TECNOLOGIA

 

Non amo la tecnologia. Per necessità riesco appena a tollerare il computer e il cellulare in mio possesso. Imperterrita, con sempre nuove invenzioni, la tecnologia avanza senza soste, ormai è sovrana per cui dobbiamo stare attenti a non assoggettarci al suo dominio poiché potremmo rimanerne schiavi. Oggi è già possibile verificarne gli effetti negativi: Molte industrie, fabbriche, aziende hanno affidato alle macchine il lavoro che per necessità di sopravvivenza spettava all’uomo, creando disoccupazione, povertà. Conseguenze non meno dannose derivano dall’uso esagerato, quasi maniacale degli smartphone, tablet, cellulari. Camminando per le strade s’incontrano uomini, donne, a volte perfino bambini con gli occhi fissi su questi oggetti, intenti a scrutare, digitare, parlare, magari con cuffie alle orecchie. A guardarli si ha l’impressione di persone ammattite che parlano da sole. Una sera sono andato a teatro per assistere alla rappresentazione dell’Aida; (opera lirica di Giuseppe Verdi) in una balconata sedevano ai miei lati due ragazzi, entrambi invece di guardare verso il palcoscenico, per tutta la durata dello spettacolo hanno tenuto lo sguardo fisso sui loro smartphone o tablet che fossero, tenuti sul palmo di una mano e con l’altra impegnata alla digitazione; il che mi induceva a chiedermi: – Perché sono venuti, se quest’opera incantevole non suscita in loro nessun interesse? – Questo è un esempio lampante di come l’attaccamento morboso alla tecnologia può distogliere dalla realtà, farcela ignorare e perdere certi valori essenziali per poter vivere umanamente. Visto e considerato mi vien fatto di dire: – Bene, usiamo pure i cellulari e quant’altro, ma sarebbe corretto tenerli spenti mentre si cammina per strada e usarli solo per impellenti necessità, per difficoltà inaspettate. Se invece desiderate fare quattro chiacchiere con amici, parenti, fatelo in casa servendovi magari del telefono fisso. Coi mezzi che ci sono oggi comunicare con gli altri è facilissimo, purtroppo diventa sempre più difficile, sempre meno desiderabile incontrarsi e parlare faccia a faccia; questo è un male da prenderne coscienza e cercare di porvi riparo. La tecnologia propone, ma il nostro io può e deve disporre, nel senso che con ponderato discernimento, deve accettare soltanto ciò che non apporti danno al vivere comune. 

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