GIOCHI DI PAROLE

1) Apollo: A pollo, stai attento, sennò quelli ti spennano!

2) Cianfrusaglie: Cian Fru (ipotetico nome d’uomo cinese) sa gli   e-rrori che commette quando cerca di parlare l’italiano?

3) Polizia: (Domanda) Sai che cos’è la polizia?

(Risposta) E’ la sorella della poli-mamma.

4) Caramella: Cara Mella, (ipotetico nome di donna) questa volta la tua ipocrita dolcezza non m”inganna!

5) Tunisia: (dialogo tra amici) – Tuni-sia come sia, il tuo nome qui in Italia suona ridicolo. Non potresti sostituire la u con o e chiamarti Toni? 

– Di fatti mi chiamo Toni ma, per ricordarsi e ricordarmi che sono nato in Tunisia, mia madre preferisce chiamarmi Tuni ed esige che mi presenti agli altri così etichettato.

– E tu non ti ribelli?

– Ribellarmi per cosa, per una semplice vocale? Non ne vale la pena. Tuni in definitiva è un nome molto originale, a me piace e me lo tengo stretto.

6) Ridicolo: Ridi colo-sso… si, colosso d’argilla! La tua soda muscolatura non mi spaventa; sono campione di Karate, mi basta darti una pedata per stenderti al suolo.

7) Cipiglio: – Io ci piglio gusto cara a toccarti là… dove tu sai e tu?

– C’è bisogno di chiederlo? Se tu ci prendi gusto, stanne pur certo, io ci godo!

8) Stronzate: – Stronza-te ne vai senza nemmeno dirmi addio dopo tutto quello che ho fatto per te, ma sappi che ti ripagherò di tutto il malfatto.

– Come, in danaro? –

– No, con tante lacrime che ti farò versare. Dissoluta come sei, il danaro puoi andare a guadagnartelo sui marciapiedi! –

9) Seminarista: – Semina, rista-bilisci il tuo rapporto con la terra, ritorna contadino; la natura te ne sarà grato. –                                                                                                             

10) Cornamusa: – Corna-musa! Soltanto corna ti meriti dalla parte mia, poiché non mi ispiri più, sono costretto ad abbandonare e chiudere per sempre questo gioco di parole. –

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