Archivi del mese: maggio 2018

GIOCHI DI PAROLE

1) Apollo: A pollo, stai attento, sennò quelli ti spennano!

2) Cianfrusaglie: Cian Fru (ipotetico nome d’uomo cinese) sa gli   e-rrori che commette quando cerca di parlare l’italiano?

3) Polizia: (Domanda) Sai che cos’è la polizia?

(Risposta) E’ la sorella della poli-mamma.

4) Caramella: Cara Mella, (ipotetico nome di donna) questa volta la tua ipocrita dolcezza non m”inganna!

5) Tunisia: (dialogo tra amici) – Tuni-sia come sia, il tuo nome qui in Italia suona ridicolo. Non potresti sostituire la u con o e chiamarti Toni? 

– Di fatti mi chiamo Toni ma, per ricordarsi e ricordarmi che sono nato in Tunisia, mia madre preferisce chiamarmi Tuni ed esige che mi presenti agli altri così etichettato.

– E tu non ti ribelli?

– Ribellarmi per cosa, per una semplice vocale? Non ne vale la pena. Tuni in definitiva è un nome molto originale, a me piace e me lo tengo stretto.

6) Ridicolo: Ridi colo-sso… si, colosso d’argilla! La tua soda muscolatura non mi spaventa; sono campione di Karate, mi basta darti una pedata per stenderti al suolo.

7) Cipiglio: – Io ci piglio gusto cara a toccarti là… dove tu sai e tu?

– C’è bisogno di chiederlo? Se tu ci prendi gusto, stanne pur certo, io ci godo!

8) Stronzate: – Stronza-te ne vai senza nemmeno dirmi addio dopo tutto quello che ho fatto per te, ma sappi che ti ripagherò di tutto il malfatto.

– Come, in danaro? –

– No, con tante lacrime che ti farò versare. Dissoluta come sei, il danaro puoi andare a guadagnartelo sui marciapiedi! –

9) Seminarista: – Semina, rista-bilisci il tuo rapporto con la terra, ritorna contadino; la natura te ne sarà grato. –                                                                                                             

10) Cornamusa: – Corna-musa! Soltanto corna ti meriti dalla parte mia, poiché non mi ispiri più, sono costretto ad abbandonare e chiudere per sempre questo gioco di parole. –

CULTURA

 

Si, siamo siamo esseri intelligenti ma, per poterla utilizzare in maniera corretta, l’intelligenza va coltivata, in che modo? Ovviamente studiando. Se per ragioni economiche o per altri motivi non avete potuto proseguire e approfondire gli studi non arrendetevi, istruitevi da soli, diventate autodidatti. Un famoso scrittore di cui non ricordo il nome, in un suo libro afferma che, l’autodidatta non è colui che non ha avuto insegnanti ma colui che non ha bisogno d’insegnanti! Il merito di chi impara da solo è maggioro di chi da solo non vi riesce per cui vi incito a leggere. Leggete, leggete il più possibile; i libri insegnano, vi aiutano a rapportarsi in maniera corretta nel sociale, a giudicare con criterio chi ci governa, a fare giuste scelte nel periodo delle elezioni: cose che, oggi come oggi in Italia non avvengono. La maggior parte del popolo italiano, purtroppo ristagna ancora nell’ignoranza, facilmente si lascia abbindolare da politici corrotti e generalmente restano a loro fedeli anche se venuti a conoscenza dei loro misfatti, accontentandosi magari unicamente della simpatia che riescono a suscitare esteticamente con l’aggiunta di cordiali parole e false promesse. Leggete romanzi, ma non trascurate di accostarvi a libri di storia, di “Saggi” che trattano determinati argomenti, di “Documenti” che parlano di storie vere, di vite vissute. (Le librerie o i cataloghi Mondadori possono aiutarvi nelle scelte.) Per quanto riguarda i romanzi non sempre riescono ad insegnare qualcosa. Ci sono scrittori che per vanità, desiderosi soltanto di esibire cultura, riempiono i loro libri di sofisticati, grossi paroloni e di concreto, d’interessante non dicono un bel nulla. Costoro vanno biasimati per l’irreparabile vuoto mentale di cui sono pregni. Per contro, vi sono scrittori che pur scrivendo con semplicità e scorrevolezza riescono a dire cose profonde; tra questi le mie preferenze vanno a John Steinbek, uno scrittore a parer mio unico, inimitabile, nato e vissuto in America. Le pagine dei suoi libri sono intrise di poesia, sensualità, umorismo. Dotato di grande umanità parla prevalentemente di gente umile, povera e nel descrivere i personaggi sembra che le sue parole li accarezzino. Riconosciuto quale grande scrittore del novecento, nel 1962 gli viene conferito il Premio Nobel. il suo libro più famoso è “La Valle dell’Eden” da cui è stato tratto anche un film. Ho letto quasi tutti i suoi libri, ne cito uno dal titolo “Al dio sconosciuto” che a me è piaciuto particolarmente. Ciascun personaggio crede in divinità diverse, ciò tende a far capire in conclusione al lettore che, non essendo possibile affermare con certezza l’esistenza di un dio, ciascuno di noi può credere a ciò che vuole. Tra gli scrittori moderni ammiro Piergiorgio Odifreddi: matematico, si occupa di filosofia e saggistica varia, critica religiosa, presenza pubblica, critica, polemiche e di tante altre cose. Attento osservatore della realtà sociale in cui oggi viviamo, critica senza peli sulla lingua tutti e tutto ciò che d’ingiusto può danneggiare la nostra intelligenza, il nostro vivere quotidiano. Se vi capitasse sottomano un suo libro, leggetelo senza indugi, ne rimarrete immensamente soddisfatti.