OMOSESSUALITA’

Parlo al maschile ma quanto segue, vale anche per la donna. Siamo nel terzo millennio e c’è ancora gente che per ignoranza e ipocrisia ritiene che l’omosessualità sia un deplorevole vizio, per cui disprezza, sbeffeggia ed usa perfino violenza contro chi per il suo naturale essere la pratica, inducendo spesso i più deboli, i meno agguerriti al suicidio, incapaci come sono di sopportare e di combattere le umiliazioni a cui vengono sottoposti. Costoro devono sapere che l’omosessualità non è un vizio acquisito, omosessuale si nasce e non è una disgrazia ma a mio parere è un privilegio che il cielo concede a pochi individui; in seguito capirete il perché. Ciascuno di noi essendo stati concepiti dall’unione uomo-donna conserviamo nel nostro organismo fin dallo stato embrionale una bassa percentuale di cellule femminili se nati maschi e maschili se nati femmine. Un uomo solo su mille nasce esente da cellule opposte al suo sesso e lo si può considerare a ragione un uomo perfetto. E il resto, la maggioranza? Si possiamo considerarli imperfetti ma, in fin dei conti più fortunati dei perfetti poiché, la percentuale di femminilità in loro possesso li rende complici della donna, permettendo di percepire in lei una parte di se stessi per cui, facilmente se ne innamorano, ignari di innamorarsi egoisticamente anche un po’ di se stessi. A questo punto è lecito pensare che, l’uomo perfetto sia proprio l’omosessuale. Non avendo a disposizione prove scientifiche, immagino che il suo organismo paradossalmente sia privo di cellule femminili per cui, impossibilitato a percepire una parte di se stesso nella donna, non può sentirsene attratto. In alternativa il suo istinto lo porta a rivolgere le sue necessità sessuali verso i propri simili, spinto non tanto da un intimo desiderio ma da un’ardente curiosità che gli consente di mettere da parte la propria personalità, nel tentativo di appropriarsi psicologicamente del corpo, della personalità del suo partner, sperando di poter godere (spesso riuscendovi) non del suo ma, del godimento dell’altro. Visto sotto questa prospettiva egli all’occorrenza, rinunciando alla propria personalità, similmente al protagonista di un romanzo pirandelliano, diventa uno, nessuno ed oltrepassando la soglia dei centomila può espandersi all’infinito e racchiudere in se tutti gli uomini del mondo. Gli oggetti rari diventano preziosi, acquistano valore. La stessa cosa si potrebbe dire degli omosessuali che a confronto di tutti gli uomini etero sparsi per l’intero mondo sono una minoranza, quindi rari e preziosi al pari e più degli oggetti essendo esseri umani. Non per niente gli antichi greci ritenevano che gli omosessuali fossero divinità, forse avvinti dalla facoltà che avevano di rapportarsi intimamente con lo stesso sesso; facoltà per loro sorprendente e addirittura miracolosa. Oggi con più realismo dovremmo imitare i greci e non per adorare ma rispettare chi è diverso da noi; basterebbe innalzarli non ai cieli ma giustamente al nostro stesso livello; quindi smettiamola, evitiamo di metterli da parte come creature indegne di vivere, dimostriamoci capaci di capirli e se possibile, se disposti, conservarli nel cuore come doni preziosi che la natura ha voluto offrirci. Ci tengo a precisare che esistono due categorie di omosessuali: alla prima appartengono i gay autentici, alla seconda gli effeminati che pur definendosi gay, veri gay non sono ma maschi che avrebbero preferito nascere femmine; mentre i gay autentici sono orgogliosi della propria mascolinità, convinti che la bellezza di un rapporto coi suoi simili, attivo o passivo che sia, sta nel non rinnegare se stessi.

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