Archivi del mese: aprile 2018

RAZZISMO

Razzisti lo siamo un po’ tutti e non per cattiveria ma per istinto, anche se alcuni sono convinti erroneamente di non esserlo. Il perché possiamo capirlo se osserviamo il comportamento degli animali selvatici. Prendiamo ad esempio i leoni, essi difendono e allontanano rabbiosamente animali di specie diverse se tentano di penetrare nel proprio territorio e a volte scacciano persino i loro simili che per qualche ragione abbandonano le zone dove hanno vissuto e che vagando alla ricerca di nuove per stabilirvisi, magari casualmente oltrepassano i confini delle zone altrui. Similmente l’uomo impulsivamente, all’arrivo nel proprio territorio di gente che ha varcato le frontiere, specie se nera, prova nei loro confronti una certa avversità ma, poiché è un animale di intelligenza superiore gli riesce facile zittire l’istinto e votarsi alla tolleranza e questa ingenuamente gli fa credere di non essere razzista per cui, accoglie, rispetta, aiuta. Ma non tutti riescono a tanto. Molte persone fanno prevalere l’istinto per cui, mostrando apertamente la loro avversità verso gli intrusi, riescono ad essere più sinceri di coloro che tollerano, quindi non vanno biasimati. Ciò che più può discostare da alcuni africani non è tanto il colore della pelle ma il volto che ha conservato caratteri somatici scimmieschi: naso schiacciato, grandi labbra, mandibole che ne deformano l’ovale. Personalmente, mi riesce difficile accordare le mie simpatie ai cinesi e ai giapponesi; stimatore e adoratore di tutto ciò che è bello non riesco, per quanto mi sforzi, a riconoscere nei loro volti la bellezza. Per non creare difficoltà insuperabili ad alcuno, cerchiamo dunque di frenare l’istinto e se proprio non possiamo farne a meno, limitiamoci a tenerci lontano dagli aspetti estetici che non ci garbano e non dall’uomo in se stesso, a qualsiasi razza appartenga. Siamo tutti esseri umani ed indistintamente, tutti meritevoli di rispetto 

 

OMOSESSUALITA’

Parlo al maschile ma quanto segue, vale anche per la donna. Siamo nel terzo millennio e c’è ancora gente che per ignoranza e ipocrisia ritiene che l’omosessualità sia un deplorevole vizio, per cui disprezza, sbeffeggia ed usa perfino violenza contro chi per il suo naturale essere la pratica, inducendo spesso i più deboli, i meno agguerriti al suicidio, incapaci come sono di sopportare e di combattere le umiliazioni a cui vengono sottoposti. Costoro devono sapere che l’omosessualità non è un vizio acquisito, omosessuale si nasce e non è una disgrazia ma a mio parere è un privilegio che il cielo concede a pochi individui; in seguito capirete il perché. Ciascuno di noi essendo stati concepiti dall’unione uomo-donna conserviamo nel nostro organismo fin dallo stato embrionale una bassa percentuale di cellule femminili se nati maschi e maschili se nati femmine. Un uomo solo su mille nasce esente da cellule opposte al suo sesso e lo si può considerare a ragione un uomo perfetto. E il resto, la maggioranza? Si possiamo considerarli imperfetti ma, in fin dei conti più fortunati dei perfetti poiché, la percentuale di femminilità in loro possesso li rende complici della donna, permettendo di percepire in lei una parte di se stessi per cui, facilmente se ne innamorano, ignari di innamorarsi egoisticamente anche un po’ di se stessi. A questo punto è lecito pensare che, l’uomo perfetto sia proprio l’omosessuale. Non avendo a disposizione prove scientifiche, immagino che il suo organismo paradossalmente sia privo di cellule femminili per cui, impossibilitato a percepire una parte di se stesso nella donna, non può sentirsene attratto. In alternativa il suo istinto lo porta a rivolgere le sue necessità sessuali verso i propri simili, spinto non tanto da un intimo desiderio ma da un’ardente curiosità che gli consente di mettere da parte la propria personalità, nel tentativo di appropriarsi psicologicamente del corpo, della personalità del suo partner, sperando di poter godere (spesso riuscendovi) non del suo ma, del godimento dell’altro. Visto sotto questa prospettiva egli all’occorrenza, rinunciando alla propria personalità, similmente al protagonista di un romanzo pirandelliano, diventa uno, nessuno ed oltrepassando la soglia dei centomila può espandersi all’infinito e racchiudere in se tutti gli uomini del mondo. Gli oggetti rari diventano preziosi, acquistano valore. La stessa cosa si potrebbe dire degli omosessuali che a confronto di tutti gli uomini etero sparsi per l’intero mondo sono una minoranza, quindi rari e preziosi al pari e più degli oggetti essendo esseri umani. Non per niente gli antichi greci ritenevano che gli omosessuali fossero divinità, forse avvinti dalla facoltà che avevano di rapportarsi intimamente con lo stesso sesso; facoltà per loro sorprendente e addirittura miracolosa. Oggi con più realismo dovremmo imitare i greci e non per adorare ma rispettare chi è diverso da noi; basterebbe innalzarli non ai cieli ma giustamente al nostro stesso livello; quindi smettiamola, evitiamo di metterli da parte come creature indegne di vivere, dimostriamoci capaci di capirli e se possibile, se disposti, conservarli nel cuore come doni preziosi che la natura ha voluto offrirci. Ci tengo a precisare che esistono due categorie di omosessuali: alla prima appartengono i gay autentici, alla seconda gli effeminati che pur definendosi gay, veri gay non sono ma maschi che avrebbero preferito nascere femmine; mentre i gay autentici sono orgogliosi della propria mascolinità, convinti che la bellezza di un rapporto coi suoi simili, attivo o passivo che sia, sta nel non rinnegare se stessi.

RELIGIONI

Al catechismo ci chiedono: – Chi ci ha creato? – E a noi tocca rispondere: – Ci ha creato Dio, – ignari di essere caduti in un errore madornale poiché, se si fosse a conoscenza dell’evoluzionismo capiremmo che è stata la fantasia dell’uomo a creare Dio. Mi spiego: L’uomo primitivo guardando tutto ciò che l’universo permetteva di apparire ai suoi occhi, pensava che il sole, la luna, le stelle e quant’altro, fossero divinità, impossibilitato com’era dalla non conoscenza, a dare risposte sensate ai suoi molteplici come e perché. In epoche non troppo discoste dall’uomo primitivo, con più razionalità ma con altrettanta ignoranza e sfrenata fantasia, gli ebrei optarono per l’esistenza di un solo dio, un dio fatto a nostra immagine e somiglianza e nell’impossibilità di vederlo e toccarlo, lo spedirono a spron battuto nel regno dei cieli. In seguito il pensiero ebraico fu adottato dai cattolici, invalidato poi con la venuta di Cristo che si dichiarò figlio del Padre: I cattolici posero fede alle sue parole e lo adorarono come secondo Dio e potremmo aggiungere come terzo lo Spirito Santo. Ancora una volta con più saggezza, sostenendo che all’epoca non solo Cristo ma diversi altri uomini si erano proclamati figli di Dio, gli ebrei attenendosi alla realtà, non poterono fare altro che considerali esseri presuntuosi, pregni di fanatismo religioso e rimasero fermi nella convinzione del Dio unico. Sarebbe una gran bella cosa se in avvenire si eliminassero dal mondo tutte le religioni poiché istupidiscono l’uomo, esortandolo spesso a rinnegare o ad ignorare le verità scientifiche che, sempre di più danno luce al vero, all’innegabile realtà d’ogni cosa. Se proprio non potete fare a meno di credere in qualcosa a noi superiore, innalzate a divinità la natura che ci circonda; la sua bellezza innalzerà il vostro spirito e più d’ogni altra religione lo colmerà di splendide virtù. Nella parola “credere” vi è implicito il dubbio per cui, quando diciamo: – Io credo che… – senza rendercene conto esprimiamo allo stesso tempo sicurezza e dubbio e questo vale anche quando il credere e rivolto a Dio. Tutto sommato, gli osservanti di qualsiasi religione, più che credenti meriterebbero l’appellativo di creduloni. Per meglio capire quanto segue, osservate l’immagine che precede quest’articolo. Che discendiamo dalle scimmie è innegabile; selezionate dalla natura alcune di esse col passare del tempo, gradualmente persero l’aspetto primitivo e divennero “homo erectus” poiché la struttura dei loro corpi assunse una forma definitivamente eretta, avvicinandosi decisamente all’aspetto fisico degli uomini attuali. Ulteriormente evoluto l’homo erectus acquisito più cervello e più intelligenza si trasformò in homo sapiens: antenato ultimo a cui dobbiamo la nostra esistenza. La scimmia come è giusto pensare discende a sua volta da altri animali e non è che i cambiamenti avvengono da un momento all’altro, l’evolversi, il trasformarsi richiedono millenni. Ciò considerato, possiamo arrivare alla conclusione che tutti gli animali (nessuno escluso) sono da considerarsi nostri lontani antenati, compreso una sorta di verme, primo ed unico fossile ritrovato, cui la natura aveva dotato di vertebre. La scoperta e lo studio dei fossili hanno confermato l’evoluzionismo. La scienza non può mentire. In tempi recenti a testimonianza di ciò che eravamo, è stato accertato che ciascuno di noi in fondo alla schiena possiede ancora attaccato al così detto osso sacro un frammento di coda, comunemente chiamato coccige. Se penso agli orrori commessi nel passato dall’inquisizione cristiana mi verrebbe di puntare il dito verso il colpevole che li generò; immaginandolo trasferito nel presente, a me dinnanzi gli direi: – Cristo, smettila di vaneggiare, la presunzione ti ha dato alla testa, rassegnati alla realtà dei fatti e toccati la coda!…