LA DONNA OGGI

 

Tempo addietro, da una notizia trasmessa dalla televisione, ho appreso che, a seguito di accertamenti clinici e relativi sondaggi, è stato accertato che, a causa di dannosi elementi chimici contenuti non solo nei cibi (spesso non più genuini) ma in molte altre cose di uso e consumo quotidiano, nell’uomo si è verificato un notevole abbassamento di testosterone il ché, potrebbe portarlo col passare del tempo, alla totale perdita della sua virilità e addirittura a cambiare sesso. Essendo io un attento osservatore della realtà in cui oggi, come oggi ci è dato vivere, mi permetto di esprimere un giudizio su quanto sta accadendo all’uomo e comincio col dire che agli elementi chimici bisognerebbe aggiungere un fattore psicologico contributivo al danno, accreditabile alle donne. Mi spiego:Oggi la donna non è più quella di una volta, si è esteticamente e socialmente mascolinizzata; non indossa più gonne (abbigliamento che la distingueva dall’uomo) ma pantaloni; alcune di esse radono a zero i capelli o li tagliano cortissimi per cui, camminando per strada è difficile stabilire, finché non ti passano vicino, se si tratta di uomini o donne. Con lotte femministe, sono riuscite ad ottenere parità di diritti, gli stessi spettanti all’uomo e qui voglio sottolineare che, qualsiasi genere di progresso, inevitabilmente porta con sé il regresso: si ottiene qualcosa e qualcosa si perde. La donna in questo caso ha perso la sua femminilità. Oggi fare l’amore con lei è come avere un rapporto omosessuale. Più non le importa di apparire attraente agli occhi dell’uomo; il lavoro le sta togliendo l’istinto materno perché ritenuto ormai più importante di un figlio e ammesso che desideri un figlio, comincia a preferire l’inseminazione artificiale piuttosto che unirsi sessualmente all’uomo; colpa de nostri governanti che tutto concedono. Il lavoro, l’indipendenza hanno cancellato dalla sua mente l’amore, gli obblighi familiari: vincoli a cui la stessa natura l’aveva sottoposta quindi, colpevole dello sfacelo familiare cui assistiamo e del bullismo imperante dei figli, ormai impossibilitati a ricevere una corretta educazione. Tutto considerato, non c’è poi da meravigliarsi se alcuni uomini, incapaci di adeguarsi a tali cambiamenti, psicologicamente destabilizzati, fuori dell’abituale corretto vivere, usano violenza nei suoi confronti. Di fronte a tanto scompiglio sociale mi meraviglia che sociologi, antropologi non si preoccupino di affrontare il problema e cercare in qualche modo di risolverlo, di porvi rimedio. Suggerirei a costoro di darsi una mossa, (come si suol dire) svegliarsi, aprire gli occhi, sondare a fondo l’attuale, disdicevole comportamento della donna, non più angelo del focolare e cercare di riportarla sulla retta via.

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