Archivi del mese: marzo 2018

POESIA

PREMESSA: Gli articoli scritti e quelli che seguiranno, immagino che possano sorprendere e infastidire il lettore per la loro tendenza a scardinare certe credenze. Se così fosse chiederei scusa anche se, intimamente ne sono orgoglioso poiché è nel mio carattere dissociarmi dal pensare comune; così, come il titolo di questo blog preannuncia, cerco di portare in luce verità nascoste.

E’ opinione comune che, basta comporre versi per fare poesia, nulla di più sbagliato. In versi si può scrivere qualsiasi cosa, bisogna poi vedere se in essi alberga davvero la poesia. Ho avuto modo di leggere versi di alcune persone che di punto in bianco, sedutesi a tavolino, illudendosi di poter fare poesia, hanno scritto soltanto corbellerie e a proprie spese, fatte pubblicare in ridicoli libricini, ignare che poeta non ci si improvvisa, ma che poeta si nasce. La poesia bisogna viverla per poterla esprimere di cuore, in un certo qual modo essa è preesistente, va cercata, individuata impegnando la propria sensibilità. Fin dai tempi antichi Dante Alighieri è stato ritenuto il più grande poeta di tutti i tempi io non sono troppo d’accordo; più che poeta lo considero un grande scrittore o commediante che dir si voglia. Nella sua “Divina commedia” sostituendosi a Dio, spedisce all’Inferno, al Purgatorio (luogo celeste di sua invenzione) chi gli pare e piace. In realtà nei suoi racconti in versi, di poesia ce n’è ben poca. Ad innalzarlo alle vette di grande poeta sono stati gli intellettuali; ciò dimostra che per poter riconoscere o scrivere la vera poesia, intelligenza e cultura non bastano se non aggregate ad una sensibilità poetica; se quest’ultima manca, nemmeno l’essere più acculturato del mondo potrà mai concepire  che cos’è una vera poesia. Un vero poeta dovrebbe evitare di ispirarsi a perone, a cose, a personaggi lontani dalla sua personale conoscenza per non cadere in errori. Un esempio di cattiva poesia può darcelo Alessandro Manzoni col suo “Cinque Maggio” in cui narra in versi vita e morte di Napoleone Bonaparte. Mi domando: – C’è poesia in questo personaggio? C’è poesia nelle sue belliche e sanguinose imprese? No di certo. Eppure, Manzoni viene considerato dai così detti intellettuali un grande poeta. A questo punto, scherzosamente mi viene da dire – Ah, potessi io, insieme alle false poesie, cestinare anche i falsi poeti!

MIRACOLI

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Grazie alle confidenze di un amico, ho potuto scrivere quest’articolo. La sua storia ebbe inizio molti anni fa, quando nelle famiglie, influenzate dal cattolicesimo, era tabù parlare di sesso, mantenendo a riguardo nell’ignoranza i propri figli. A tal proposito il mio amico sostiene di aver saputo come i bambini vengono concepiti quando ormai, sorpassato di gran lunga il ventesimo anno di età frequentando una biblioteca, gli capita sottomano un libro sull’argomento, lo legge ed è talmente contento di aver finalmente saputo, che scoppia in un’allegra risata. In età puberale, dopo lo spermarca (prima emissione dello sperma) per un lungo periodo di tempo, gli capita spesso di avere polluzioni notturne. Ignorando tutto ciò che concerne il sesso, al loro verificarsi durante il sonno, si sveglia di soprassalto e a spada tratta, timoroso di essere vittima di un’anomalia, cerca di reprimere con tutte le sue forze la fuoriuscita dello sperma, liquido filamentoso, appiccicoso a cui ancora non riesce a dare un nome e con esso il piacere che gli procura. Alle sue frustrazioni notturne si aggiungono quelle diurne, quando, costretto al cambio della biancheria intima, la vergogna lo assale, immaginando lo scontento di sua madre nel notare sulle mutande disgustose incrostazioni giallastre. A suo dire, (sono propenso a credergli) durante il periodo delle repressioni misteriosamente si sono sviluppate in lui facoltà extrasensoriali di preveggenza, ipnosi, trasmissione di pensiero e in merito, mi racconta alcuni convincenti episodi. Poi le polluzione notturne e le conseguenti repressioni si arrestano e con la loro scomparsa, scompaiono anche le facoltà extrasensoriali. Divenuto adulto, dopo aver letto un libro di Wilhelm Reich scienziato e psicologo, ex allievo di Freud, ripensando al suo passato si convince di poter dare una spiegazione plausibile alle misteriose facoltà acquisite. Reich sostiene che il sesso produce energia e che parte di essa viene consumata nei rapporti intimi; quel che resta, ad insaputa dell’individuo, va ad incentivare le forze impiegate nel suo lavoro. Da persona intelligente e di spiccato acume, alle comprovate certezze del famoso psicologo, aggiunge una sua personale teoria che, per primo sarei disposto a definirla strampalata ma che andrebbe presa in considerazione dagli esperti in materia per poi promuoverla o bocciarla. Rech sostiene tra l’altro che la repressione sessuale va ad incidere sul carattere delle persone, tale concetto può facilmente capirlo chiunque, anche se nessuno al mondo l’avesse mai enunciato. Più difficile sarebbe, accettare la teoria aggiuntiva del mio amico, secondo la quale, la repressione sessuale può produrre miracoli, attenendosi al suo vissuto. Sarebbe comunque esagerato definire miracoli le facoltà paranormali acquisite con la repressione ed egli stesso lo esclude. Tuttavia egli sostiene che, il concetto “repressione-miracoli” potrebbe diventare plausibile, veritiero se applicato ai santi. Avendo letto qualche libro sulla loro vita e venuto a conoscenza del castigato lor vivere, come sua consuetudine aggiunge e va oltre ciò che ha appreso. Ripensando alle teorie di Reich, arriva alla conclusione che, reprimere la propria sessualità equivale a reprimere l’energia che ne deriva poiché, ostacolata a raggiungere spazi biologici ad essa congeniali, come un fiume in piena devia la sua corsa e attraverso misteriosi canali, può sfociare in zone ancora inesplorate del cervello e rafforzare potenzialità nascoste, permettendo ai santi di fare miracoli. Difatti, chi più di loro, votati ad una religione sessuofoba come la nostra, professionisti della repressione e sadici flagellatori della propria carne potrebbe accumulare energia sessuale nei serbatoi cervicali? Con mostruosa ingenuità, al manifestarsi di un evento miracoloso ringraziano Dio, ignari che il vero dispensatore di grazie, il vero dio ingiustamente mortificato, ignorato, sacrificato risiede tra le loro gambe ed è a lui che dovrebbero inchinarsi o quantomeno abbassare le mutande ed elargirgli una carezza. Per concludere, l’amico con molta fantasia aggiunge: – Se il sesso dei santi maschi o femmine che siano potessero parlare, indubbiamente direbbero: – Soffrite pure ingenui creduloni, la rinuncia al piacere non vi fa onore; il godimento che dovrei condividere con voi, incanalato per vie note a me solo si trasforma in forza miracolistica, fenomeno inspiegabile per chi non leggesse questo articolo o per coloro che bisognosi di aiuto si rivolgono a voi con preghiere e se la grazia è stata ricevuta, ignoranti e creduloni quanto, se non più di voi, l’ammantano di un alone divino, v’innalzano ai cieli, lontani mille miglia col pensiero, dalle vostre mutande. A questo punto l’amico si scusa dicendo che, quanto da lui espresso non è dettato da cinismo e spera che un giorno ricercatori all’avanguardia vadano a frugare là dove sia necessario e dare avallo alle sue intuizioni.   

LA DONNA OGGI

 

Tempo addietro, da una notizia trasmessa dalla televisione, ho appreso che, a seguito di accertamenti clinici e relativi sondaggi, è stato accertato che, a causa di dannosi elementi chimici contenuti non solo nei cibi (spesso non più genuini) ma in molte altre cose di uso e consumo quotidiano, nell’uomo si è verificato un notevole abbassamento di testosterone il ché, potrebbe portarlo col passare del tempo, alla totale perdita della sua virilità e addirittura a cambiare sesso. Essendo io un attento osservatore della realtà in cui oggi, come oggi ci è dato vivere, mi permetto di esprimere un giudizio su quanto sta accadendo all’uomo e comincio col dire che agli elementi chimici bisognerebbe aggiungere un fattore psicologico contributivo al danno, accreditabile alle donne. Mi spiego:Oggi la donna non è più quella di una volta, si è esteticamente e socialmente mascolinizzata; non indossa più gonne (abbigliamento che la distingueva dall’uomo) ma pantaloni; alcune di esse radono a zero i capelli o li tagliano cortissimi per cui, camminando per strada è difficile stabilire, finché non ti passano vicino, se si tratta di uomini o donne. Con lotte femministe, sono riuscite ad ottenere parità di diritti, gli stessi spettanti all’uomo e qui voglio sottolineare che, qualsiasi genere di progresso, inevitabilmente porta con sé il regresso: si ottiene qualcosa e qualcosa si perde. La donna in questo caso ha perso la sua femminilità. Oggi fare l’amore con lei è come avere un rapporto omosessuale. Più non le importa di apparire attraente agli occhi dell’uomo; il lavoro le sta togliendo l’istinto materno perché ritenuto ormai più importante di un figlio e ammesso che desideri un figlio, comincia a preferire l’inseminazione artificiale piuttosto che unirsi sessualmente all’uomo; colpa de nostri governanti che tutto concedono. Il lavoro, l’indipendenza hanno cancellato dalla sua mente l’amore, gli obblighi familiari: vincoli a cui la stessa natura l’aveva sottoposta quindi, colpevole dello sfacelo familiare cui assistiamo e del bullismo imperante dei figli, ormai impossibilitati a ricevere una corretta educazione. Tutto considerato, non c’è poi da meravigliarsi se alcuni uomini, incapaci di adeguarsi a tali cambiamenti, psicologicamente destabilizzati, fuori dell’abituale corretto vivere, usano violenza nei suoi confronti. Di fronte a tanto scompiglio sociale mi meraviglia che sociologi, antropologi non si preoccupino di affrontare il problema e cercare in qualche modo di risolverlo, di porvi rimedio. Suggerirei a costoro di darsi una mossa, (come si suol dire) svegliarsi, aprire gli occhi, sondare a fondo l’attuale, disdicevole comportamento della donna, non più angelo del focolare e cercare di riportarla sulla retta via.

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